Trasportare oggi
Continua con il segno negativo il saldo riguardante le aziende cessate e quelle nuove dell’autotrasporto per l’anno appena concluso, trend ormai costantemente avviato con i primi anni del nuovo millennio. L’ultimo sondaggio effettuato da Assotir, mette in risalto la precarietà della categoria, legata sia all’incapacità di autoregolamentarsi al loro interno, unitamente ad una profonda sfiducia nelle storiche associazioni di rappresentanza.
Allo stato attuale è necessario ripensare tutta l’impalcatura del trasporto, in particolare quello stradale, raccogliendo, al di là delle varie associazioni di categoria, le effettive volontà di chi tale mestiere lo svolge nella quotidianità, giorno per giorno. Bisogna definire un nuovo modo di portare avanti il settore, nei tempi e modi, con l’obbiettivo di rimettere al centro della discussione il rispetto delle Norme ed i controlli. Questi argomenti, fino ad oggi sussurrati a filo di voce e mai di fatto evidenziati, devono essere portati all’attenzione di tutte le parti coinvolte.
Ad oggi si pongono due grandi problemi per la categoria: il primo, sul grado di rappresentanza delle attuali associazioni, il secondo su come si esplica il rapporto tra tali associazioni e gli associati. Un tema questo certamente spinoso, specialmente quando le associazioni presiedono a tanti tavoli, firmando intese ed accordi e prendendo impegni su argomenti determinanti che, come dicevamo, gli iscritti ignorano.
Lo scopo finale è quello di migliorare la situazione di un settore in sofferenza, ma che permette ancora notevoli sviluppi su tutti i piani. Tocca quindi alla politica, in questo particolare scenario, a svolgere l’importante ed autorevole ruolo di rappresentanza richiesto?
